Museo del cielo e della terra
La struttura,
ricavata
ristrutturando la vecchia Casa dell'Ortolano, ospita oltre al
planetario anche il Museo del cielo e della terra. Dal 1998 il Museo ha
l'obbiettivo di indagare i rapporti fisici e chimici che intercorrono
appunto tra il cielo e la terra, infatti sono conservate moltissime
meteoriti, parecchie delle quali raccolte da Romano Serra e poi donate
al museo. All'interno dell'area espositiva sono presenti anche numerosi
esperimenti fisici legati a elettromagnetismo, acustica ed altri curiosi
fenomeni naturali.
L'intento era quello di unificare sotto un'unica gestione tutte le realtà scientifiche fin qui realizzate, ossia l'osservatorio astronomico, l'orto botanico, la stazione meteorologica, le sezioni museali, il planetario, l'area di riequilibrio "Bora", il laboratorio Tecnoscienza e tutte le altre entità di interesse scientifico e naturalistico.
Il restauro degli armadi ottocenteschi di proprietà comunale e presenti un tempo presso l'ex scuola media "G. C. Croce" è stata un'opera di volontariato realizzata sotto la direzione di Flavio Bonfiglioli (un capace artigiano restauratore di mobili antichi). Questi mobili ora accolgono una ricca esposizione di meteoriti, fulguriti e sezioni d'albero, sia fossili che contemporanei. A seguito della costruzione del planetario, l'amministrazione comunale ha coinvolto le diverse strutture scientifiche presenti sul territorio e le relative associazioni di volontariato.